DaD per costruire una scuola nuova_BLOG_jpg-min

Scuola e didattica post-covid

Ministro Bianchi: “Torneremo in presenza. Faremo tesoro della DaD per costruire una scuola nuova

 

Stiamo lavorando al miglioramento delle lezioni in presenza considerando la DaD non come ripiego ma come integrazione e arricchimento per costruire una nuova didattica e una nuova scuola.”

 

Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, in un’intervista pubblicata su La Stampa, affronta i principali temi che riguardano il futuro della scuola soffermadosi principalmente sulla necessità di rafforzare la didattica a distanza anche dopo la pandemia, in quanto rappresenta un’importante risorsa per lo sviluppo del sistema scolastico e del suo rinnovamento.

 

Vi proponiamo qui un estratto dei passaggi di maggior interesse:

A scuola si tornerà in presenza. In questi lunghi mesi le nostre scuole, i nostri insegnanti, le nostre studentesse e i nostri studenti hanno lavorato moltissimo. Faremo tesoro insieme dell’esperienza maturata durante il periodo della didattica a distanza, in particolare con riferimento ad un uso consapevole delle nuove tecnologie. Con il chiaro obiettivo del ritorno in presenza.

Stiamo lavorando al suo miglioramento (DaD), con un gruppo composto da persone sia interne al ministero che provenienti dai territori: dirigenti scolastici, docenti, maestri di strada. Abbiamo già raccolto quasi 200 esperienze su come si è evoluta la didattica a distanza e le diffonderemo. Faremo formazione mirata per i nostri docenti sulle nuove forme di didattica. Investiremo risorse per affrontare questa fase. Attiveremo la rete del volontariato a supporto della scuola, favoriremo i patti di comunità con il territorio, guardando anche oltre l’emergenza, considerando la DaD non come ripiego ma come integrazione e arricchimento per costruire una scuola nuova”.

 

Sulla stessa lunghezza d’onda Giovanni Biondi, coordinatore del gruppo di esperti scelti dal Minsitro per il progetto di recupero dei Gap, intervenuto invece su La Repubblica per fornire ulteriori dettagli:

In primavera dobbiamo innalzare subito la Didattica online, ed è possibile, in estate costruire un nuovo tipo di insegnamento. Entrambe le cose resteranno per settembre e consentiranno agli studenti di recuperare senza pesi, che in questo momento non sono in grado di portare. Per far crescere le lezioni al computer non serve migliorare la tecnologia, ma offrire ai docenti la galleria di idee che già sono state applicate in scuole innovative. A distanza non è utile spiegare Leopardi per un’ora e interrogare il giorno dopo, meglio stimolare gruppi di ragazzi alla costruzione di una propria antologia e a un’autovalutazione. È necessario non siano più passivi davanti a un computer. Anche il tempo va scomposto in maniera diversa, online è meglio dedicare mattine intere a una sola disciplina affrontandola da diversi punti di vista.

 

Un progetto in linea di principio molto valido ma che ha destato diverse perplessità prontamente intercettate sempre da La Stampa che ha raccolto le reazioni provenienti dal Mondo Scuola:

I movimenti Priorità alla scuola e Comitato A Scuola: “Bisogna vedere come queste parole verranno attuate nella pratica. Per noi è essenziale che sia preponderante il rapporto umano, l’interazione.

Antonello Giannelli, presidente di ANP (Associazione Nazionale Presidi): “In linea di principio sono d’accordo, la DaD va usata in modo intelligente ma nella gran parte dei casi è un’operazione ancora futuristica. La gran parte degli istituti non ha gli strumenti per poterla utilizzare come si dovrebbe.

Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola: “Può essere utile ma è necessario che la didattica sia lasciata all’autonomia degli insegnanti e bisogna evitare che qualcuno voglia farci degli affari. La didattica digitale va regolamentata per tutelare la privacy e fornire la adeguate garanzie. È necessario un dibattito parlamentare, non una navigazione a vista come avviene ora.”

Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola: “È un modello che in modo intelligente può essere messo a disposizione della scuola del futuro senza sostituire la presenza.

Rino Di Meglio, coordinatore della Gilda degli Insegnanti: “Non deve essere uno strumento di ordinaria didattica ma uno strumento in più da aggiungere agli altri.

 

Fonti: orizzontescuola.it e scuolainforma.it