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Collaboratori Scolastici Bando Assunzioni 1.593 posti

Bando assunzioni collaboratori scolastici ex lsu in arrivo: 1.593 i posti

In arrivo il bando per le ulteriori assunzioni di collaboratori scolastici ex lsu. Oggi informativa al ministero dell’Istruzione. I requisiti per accedere alla procedura, secondo quanto segnalato dalla Flc Cgil, restano quelli già descritti nella precedente riunione del 9 novembre.

La procedura riguarderà la stabilizzazione su 1.593 posti e sarà bandita solo nelle province in cui, all’esito della prima stabilizzazione, residuino le necessarie disponibilità.

I requisiti per Bando Collaboratori Scolastici 2021:

  • possesso del diploma di scuola secondaria di I grado
  • aver svolto per almeno 5 anni, anche non continuativi, servizi di pulizia e ausiliari presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, in qualità di dipendente a tempo determinato o indeterminato di imprese titolari di contratti per lo svolgimento di tali servizi. Nel requisito dei 5 anni devono essere inclusi gli anni 2018 e 2019.

La provincia per la quale potrà essere presentata la domanda di partecipazione è quella in cui hanno sede le istituzioni scolastiche nelle quali il lavoratore prestava la propria attività.

 

Fonte: orizzontescuola.it

rientro a scuola per il 14 dicembre - scuola cervantes

Riapertura scuole, prefetti organizzeranno ripartenza

Riapertura scuole, accordo con sindaci e TPL su orari ingresso

Il rientro sui banchi passerà dai prefetti. Per far tornare a scuola in presenza i ragazzi dei licei e delle scuole superiori di tutt’Italia il governo, a quanto apprende l’Adnkronos da autorevoli fonti dell’esecutivo, pensa a presidi sul territorio, una sorta di cabina di regia che verrà affidata, appunto, ai prefetti. A loro il compito di mettere attorno al tavolo i soggetti coinvolti dal ritorno alla didattica in presenza, bandita alle superiori anche nelle regioni a minor rischio.

Intesa di massima che vedrebbe d’accordo la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, la responsabile dell’Interno Luciana Lamorgese e la titolare dei Trasporti Paola De Micheli. Dietro ci sarebbe la ‘regia’ di Palazzo Chigi, concorde nel dare ai prefetti il ruolo di coordinatori, ‘oliando’ il meccanismo che è dietro la riapertura dei cancelli.

 

Saranno infatti loro a dover mettere d’accordo le aziende di trasporto locali, dirigenti scolastici e sindaci, affinché i rientri a scuola siano gestiti evitando assembramenti al suono della campanella sì, ma anche sui mezzi di trasporto pubblici, dunque bus, tram e  metropolitane.

E non è escluso, viene inoltre spiegato, che al tavolo vengano chiamate anche le Asl per mettere assieme tutti i tasselli ed evitare fughe in avanti, con chiusure delle scuole a macchia di leopardo.

Intervenendo quindi a seconda delle esigenze dei territori, mettendo a punto delle road map che consentano di gestire il rientro sui banchi in piena sicurezza, grazie alla regia e all’intervento diretto dei prefetti. Ciò potrebbe essere inserito già nel prossimo Dpcm.

Fonte: orizzontescuola.it

Insegnare inglese alla scuola primaria: ecco come fare - scuola cervantes

Graduatorie provinciali e di istituto: come si controlla la certificazione linguistica

I docenti della scuola primaria per poter insegnare la lingua inglese devono possedere uno dei seguenti requisiti:

  • superamento di un concorso per esami e titoli a posti d’insegnante della scuola primaria con il superamento della prova di lingua inglese, oppure superamento delle sessioni riservate per il conseguimento dell’idoneità nella scuola elementare con superamento della prova di lingua inglese;
  • attestato di frequenza dei corsi di formazione linguistica metodologici in servizio autorizzati dal Miur;
  • possesso di laurea in Scienze della formazione primaria o di laurea in Lingue straniere valida per l’insegnamento della specifica lingua straniera nella scuola secondaria (con abilitazione all’insegnamento nella scuola primaria);
  • certificato rilasciato dal Ministero degli Affari Esteri attestante un periodo di servizio di almeno 5 anni prestato all’estero con collocamento fuori ruolo relativamente all’area linguistica inglese della zona in cui è stato svolto il servizio all’estero.

 

Concorso ordinario infanzia e primaria inglese

Per quanto riguarda il prossimo concorso per la scuola primaria e dell’infanzia, i partecipanti al concorso – nell’ambito della prova scritta – dovranno rispondere ad un quesito, articolato in otto domande a risposta chiusa, volto alla verifica della comprensione di un testo in lingua inglese almeno al livello B2 del QCER (Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue).

Ciò al fine di conseguire l’idoneità all’insegnamento della lingua inglese. L’idoneità potrà essere conseguita se il candidato supera la prova con l’attribuzione di punteggio pari o superiore a 3.

 

Per insegnare inglese alle elementari è necessaria la laurea

Uno dei requisiti per l’insegnamento della lingua inglese nella scuola primaria e dell’infanzia è il possesso della laurea in lingue e letterature straniere che abbia previsto nel piano di studi il superamento di almeno 3 esami di lingua e letteratura inglese, a condizione che si possieda, congiuntamente, l’abilitazione all’insegnamento nella scuola primaria o dell’infanzia.

Costituisce titolo valido per l’insegnamento della lingua inglese nella scuola primaria la laurea in Scienza della formazione primaria, purché il piano di studi abbia previsto il superamento di almeno un esame di lingua inglese come precisato con la FAQ n. 23 emessa dal MIUR in occasione dell’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento per il triennio 2014/2017.

 

Certificazioni linguistiche: sono valide per insegnare inglese alle elementari?

Tra i titoli indicati per insegnare inglese alle elementari non rientra il possesso di una certificazione linguistica anche se rilasciata da enti certificatori riconosciuti dal MIUR o dopo la frequenza dei corsi Universitari finalizzati all’acquisizione della metodologia CLIL. Sono validi invece gli attestati di frequenza dei corsi di formazione linguistica metodologici in servizio autorizzati dal Miur.

 

 

Fonte: orizzontescuola.it

materie seconda prova diploma 2021 - scuola cervantes

Materie seconda prova Maturità 2021: tutti gli indirizzi

L’incognita sulla Maturità 2021 rimane ancora irrisolta a causa dell’incertezza sull’evoluzione della pandemia nei prossimi mesi che determinerà le sorti della didattica. Tornerà di nuovo il maxi orale o l’Esame di Stato sarà strutturato in modo tradizionale con le due prove scritte di prima e seconda prova?

In ogni caso, l’attesa per l’uscita delle materie di indirizzo di seconda prova della Maturità 2021 è ancora lunga: se infatti a giugno i maturandi dovranno affrontare i due scritti, le materie di seconda prova della Maturità 2021 che potrebbero essere affidate ai commissari esterni, saranno svelate come ogni anno verso la fine di gennaio.

Oltre alle novità già viste lo scorso anno, le buste dell’orale sono state abolite, e le prove Invalsi di quinta superiore e l’alternanza scuola lavoro (oggi PCTO) saranno requisito di ammissione.

Ma non solo: si aspettano novità anche per la prima prova, visto che tornerà la traccia di storia obbligatoria. In quanto invece alla seconda prova, sembra che tutto debba rimanere come l’abbiamo visto lo scorso anno: in particolare, parliamo della traccia “multidisciplinare“: si tratta di una prova con tracce “miste”, appositamente create, che in molti indirizzi sarà doppia vertendo quindi su più materie caratterizzanti contemporaneamente.

Fonte: skuola.net

Scrutini primaria, tornano i giudizi al posto dei voti - Scuola Cervantes

Collaboratori Scolastici Bando Assunzioni 1.593 posti

Scrutini primaria, tornano i giudizi al posto dei voti: avanzato, intermedio, base, in via di prima acquisizione. I particolari

Scuola, giudizi descrittivi al posto dei voti numerici alla primaria. Il Ministero ha illustrato ai sindacati l’Ordinanza con le novità. La documentazione completa e definitiva sarà pubblicata sul sito del Ministero solo dopo il parere del CSPI.

Giudizi descrittivi al posto dei voti numerici: saranno validi già dal primo quadrimestre

In arrivo i giudizi descrittivi al posto dei voti numerici nella valutazione intermedia e finale della scuola primaria. È quanto prevede l’Ordinanza illustrata ieri alle Organizzazioni sindacali, che attua quanto previsto dal decreto Scuola convertito nella legge n. 41/2020.

Secondo il Ministero la recente normativa, che individua un impianto valutativo che supera il voto numerico e introduce il giudizio descrittivo per ciascuna delle discipline previste dalle Indicazioni nazionali per il curricolo, Educazione civica compresa, ha lo scopo di far sì che la valutazione degli alunni sia sempre più trasparente e coerente con il percorso di apprendimento di ciascuno.

L’Ordinanza con le indicazioni operative per le scuole e le Linee Guida allegate saranno ora inviate al Consiglio superiore per la Pubblica Istruzione (CSPI) per il necessario parere.

Quattro i livelli di apprendimento

Secondo quanto illustrato ieri durante l’informativa sindacale, il giudizio descrittivo di ogni studente sarà riportato nel documento di valutazione e sarà riferito a quattro differenti livelli di apprendimento:

Avanzato: l’alunno porta a termine compiti in situazioni note e non note, mobilitando una varietà di risorse sia fornite dal docente, sia reperite altrove, in modo autonomo e con continuità.

Intermedio: l’alunno porta a termine compiti in situazioni note in modo autonomo e continuo; risolve compiti in situazioni non note, utilizzando le risorse fornite dal docente o reperite altrove, anche se in modo discontinuo e non del tutto autonomo.

Base: l’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e utilizzando le risorse fornite dal docente, sia in modo autonomo ma discontinuo, sia in modo non autonomo, ma con continuità.

In via di prima acquisizione: l’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e unicamente con il supporto del docente e di risorse fornite appositamente.

I livelli di apprendimento saranno riferiti agli esiti raggiunti da ogni alunno in relazione agli obiettivi di ciascuna disciplina. Nell’elaborare il giudizio descrittivo si terrà conto del percorso fatto e della sua evoluzione.

La valutazione degli alunni con disabilità certificata sarà correlata agli obiettivi individuati nel Piano educativo individualizzato (PEI), mentre la valutazione degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento terrà conto del Piano didattico personalizzato (PDP).

Fonte: orizzontescuola.it

Operatore Socio sanitario i percorsi di studio da affrontare - scuola cervantes

Operatore Socio sanitario: i percorsi di studio da affrontare

Anche a causa della pandemia da Coronavirus, i professionisti socio sanitari sono sempre più richiesti: ecco per intraprendere questo percorso.

In un momento come questo, con il continuo aumento dei casi di Coronavirus e il conseguente sovraccarico degli ospedali, anche la Regione Lazio è alla ricerca di personale medico e assistenziale; infatti, per far fronte all’emergenza Covid-19 l’Unità di Crisi Regione Lazio ha pubblicato il bando per il reclutamento straordinario di personale.

 

Operatore Socio Sanitario

L’Operatore Socio Sanitario (OSS) è una figura di supporto assistenziale che, da un lato, rappresenta un punto di riferimento per i pazienti e, dall’altro, un valido supporto per l’infermiere e per l’intera équipe. Per diventare Operatore Socio Sanitario è necessario frequentare un corso professionale riconosciuto e certificato dalla Regione e/o dalla Provincia autonoma di riferimento della durata di 1000 ore, di cui 450 ore di teoria, 100 ore di esercitazioni e 450 di tirocinio o stage; con il superamento dell’esame finale si ottiene l’attestato di qualifica valido su tutto il territorio nazionale. Inoltre, l’OSS può svolgere la sua attività sia nel settore sociale che in quello sanitario, in servizi di tipo socio-assistenziali e socio-sanitari, nelle Rsa o nelle case di cura, in ambiente ospedaliero e al domicilio degli utenti, lavorando in stretta collaborazione con gli altri membri dell’équipe preposti all’assistenza sanitaria e a quella sociale.

 

Fonte: romatoday.it

Quanto è importante un corso di sicurezza sul lavoro? Scuola Cervantes

Quanto è importante un corso di sicurezza sul lavoro?

La formazione sulla sicurezza per i lavoratori è obbligatoria. Lo precisa il decreto legislativo numero 81 del 2008 e anche l’Accordo Stato-Regioni messo a punto il 7 luglio 2016. Oltre all’imposizione prevista dalla legge, i lavoratori, hanno il diritto di essere informati su tutti i rischi che possono correre durante il compimento delle loro attività e devono essere istruiti verso l’utilizzo di apposite attrezzature.

 

Perché seguire un corso di sicurezza sul lavoro

La formazione deve essere vista come un investimento e non come un semplice costo da sostenere. Ogni lavoratore d’altronde è una vera e propria risorsa per l’azienda e per questo deve essere sempre tutelato dai rischi a cui potrebbe andare incontro. Se non viene applicata un’adeguata formazione l’impresa potrà essere soggetta a gravi conseguenze come periodi di assenza, interruzione dell’attività ed infortuni con una perdita considerevolmente in fatto di guadagno economico. Oltre a questi problemi si aggiungono poi delle sanzioni penali per il datore di lavoro.

I corsi sicurezza sul lavoro di HS Formazione sono necessari però anche per il singolo lavoratore perché lo mettono in guardia da eventuali rischi. Per evitare situazioni pericolose è importante quindi venire a conoscenza delle circostanze dannose e nel caso in cui non vengano gestite o riconosciute come tali, il dipendente può tranquillamente denunciare tale circostanza al titolare. L’obiettivo di tutti deve infatti essere quello di rendere il luogo di lavoro un posto sicuro. La formazione infine si dimostra fondamentale per aumentare la competitività dell’azienda in quanto aiuta a mantenere alto il livello di competenze. Il personale, sapendo di essere adeguatamente protetto, svolgerà al meglio il proprio lavoro, tenendo lontano ansie e preoccupazioni relative alla sicurezza.

 

Come si svolgono i corsi di sicurezza sul lavoro e chi devono sostenerli

I corsi di sicurezza sul lavoro sono obbligatori per legge non soltanto per i dipendenti ma anche per i dirigenti e i preposti. Il programma prevede nello specifico: l’apprendimento dei possibili pericoli all’interno dell’impresa, la conoscenza dei doveri e dei diritti per i singoli lavoratori e tutte le procedure necessarie per gestire al meglio le situazioni di emergenza.

I corsi si debbono tenere all’inizio del rapporto di lavoro oppure quando l’azienda acquista dei nuovi macchinari o da avvio a delle diverse procedure di lavorazione. Il modulo generale di formazioni si articola in due distinte parti: generale e specifica. Nel primo caso il corso ha una durata di quattro ore e la partecipazione rimane per l’intera vita professionale del dipendente mentre la formazione specifica comprende apposite mansioni e particolari tecniche volte alla protezione e alla prevenzione dell’individuo. La legge dispone inoltre che la formazione debba essere compresa anche dai cittadini stranieri e per loro debba essere attivata una procedura apposita.

Fonte: toscanaoggi.it

Maturità 2021, Azzolina: "Su esame terremo conto della situazione"

Certificazioni linguistiche: come ottenere fino a 9 punti in graduatoria

Il nuovo aggiornamento della Tabella valutazione titoli delle graduatorie GPS 2020/2022 ha valutato maggiormente il punteggio attribuito alle certificazioni linguistiche e al corso CLIL, il quale conferisce infatti 3 punti in graduatoria, se abbinato ad una certificazione linguistica. Ad esempio:

– CLIL + inglese B2: 6 punti

– CLIL + inglese C1: 7 punti

– CLIL + inglese C2: 9 punti

 

Le Certificazioni Linguistiche

La conoscenza almeno intermedia di una lingua europea, in particolare l’inglese, è ormai requisito indispensabile per lo studio e per il lavoro.

Il possesso di una certificazione linguistica in particolare è richiesto anche a docenti e aspiranti docenti, e il possesso del titolo viene riconosciuto come punteggio nelle Graduatorie Provinciali (GPS). La certificazione B2 conferisce 3 punti, la C1 4 punti e la C2 6 punti nelle GPS.

 

Cos’è il corso CLIL

Il CLIL (Content and Language Integrated Learning) è un metodo che prevede l’apprendimento integrato di contenuti disciplinari in una lingua straniera veicolare. Ciò si concretizza nell’insegnamento di alcune materie curriculari della scuola secondaria in lingua straniera. Non si tratta quindi del semplice insegnamento di una lingua (come l’inglese o lo spagnolo) ma dell’insegnamento di una disciplina non linguistica (come la storia o la fisica) in una lingua straniera appartenente al piano di studi dello studente.

La metodologia CLIL si sta diffondendo in maniera capillare in tutta Europa, come si evince dalla Raccomandazione della Commissione Europea Rethinking Education del 2012.

Fonte: orizzontescuola.it

certificazioni linguistiche per concorsi personale ata - scuola cervantes

Corsi per acquisire punteggio per personale ATA: quali sono

I corsi per acquisire punteggio per personale ATA sono diversi l’uno dall’altro, sia per complessità che per lunghezza.

Bisogna attendere un nuovo decreto per avere la nuova tabella di valutazione titoli, che dirà quali corsi danno punteggio per il prossimo aggiornamento del 2021. Al momento è possibile basarsi sull’ultima disponibile, allegata al Dm 640/2017, per farsi un’idea di come incrementare il proprio punteggio.

 

Di seguito tutti i titoli che aumentano il punteggio personale ATA.

Assistente Amministrativo: titoli che aumentano il punteggio

Oltre al punteggio per il titolo di studio necessario per l’accesso sono validi:

  • diploma di laurea (un solo titolo): 2 punti
  • certificazioni informatiche e digitali (un solo titolo) riconosciute dal MIUR, come corso Pekit o EIPASS Personale ATA;
  • attestato di qualifica professionale di cui all’ articolo 14 della legge 845 del 1978, relativo alla trattazione di testi e/o alla gestione dell’amministrazione mediante strumenti di video scrittura o informatici (un solo attestato): 1,5 punti
  • attestato di addestramento professionale per la dattilografia o attestato di addestramento professionale per i servizi meccanografici rilasciati al termine di corsi professionali istituiti dallo Stato, dalle Regioni o da altri enti pubblici (un solo attestato): 1 punto
  • idoneità in concorso pubblico per esami o prova pratica per posti di ruolo nelle carriere di concetto ed esecutive, o corrispondenti, bandito dallo Stato o da enti pubblici territoriali. Si valuta una sola idoneità: 1 punto

 

Collaboratore scolastico: titoli che aumentano il punteggio

  • certificazioni informatiche e digitali (un solo titolo) riconosciute dal MIUR come corso Pekit o EIPASS Personale ATA;
  • qualifiche ottenute al termine di corsi socio-assistenziali e socio-sanitari rilasciati dalle regioni (1 punto)

 

Assistente tecnico, cuoco e infermiere: titoli che aumentano il punteggio

  • diploma di laurea (un solo titolo): 2 punti
  • certificazioni informatiche e digitali riconosciute dal MIUR come corso Pekit o EIPASS Personale ATA (solo per il profilo di assistente tecnico e si valuta un solo titolo, i punteggi sono dimezzati per i profili di cuoco e di infermiere);
  • diploma di laurea (un solo titolo): 2 punti
  • idoneità in precedenti concorsi pubblici per esami, o prova pratica a posti di ruolo nel profilo professionale per cui si concorre, oppure nelle precorse qualifiche del personale ATA o non docente, corrispondenti al profilo per cui si concorre. Una sola idoneità: 2 punti

 

Addetto alle aziende agrarie: titoli che aumentano il punteggio

  • certificazioni informatiche e digitali riconosciute dal MIUR come corso Pekit o EIPASS Personale ATA (un solo titolo);
  • diploma di maturità: 3 punti
  • idoneità conseguita in precedenti concorsi pubblici per esami o prove pratiche a posti di addetto alle aziende agrarie. Il punteggio viene attribuito una sola volta anche in caso d’idoneità in più concorsi: 2 punti

 

Guardarobiere: titoli che aumentano il punteggio

  • diploma di maturità: 3 punti
  • idoneità conseguita in precedenti concorsi pubblici per esami o prove pratiche a posti di guardarobiere o aiutante guardarobiere (limitatamente al profilo di guardarobiere). Il punteggio viene attribuito una sola volta anche in caso di idoneità in più concorsi: 2 punti.

 

Il punteggio attribuito per le certificazioni informatiche ATA (un solo titolo riconosciuto) è il seguente:

  • 0,60 punti per i profili di assistenti amministrativi, assistenti tecnici, cuochi o di infermieri;
  • 0,30 punti per i profili collaboratori scolastici, addetti alle aziende agrarie e guardarobieri.

 

Fonte: voglioinsegnare.it

riapertura scuole ripartenza - scuola-cervantes

Informazioni sull’ Esame di Stato 2020-21

Esame di Stato 2020-21, entro il 30 novembre le istanze per i candidati privatisti

L’Ufficio Scolastico per il Lazio, con la nota n.32608, del 30 ottobre scorso, ricorda che il 30 novembre scade il termine per la presentazione delle istanze per i candidati privatisti per l’esame di Stato 2020-2021. L’ufficio scolastico, a corredo della nota, allega anche il modello di domanda.

NOTA [PDF]

MODULO [PDF]

Ogni anno è emanata la Circolare ministeriale che dispone in merito alla presentazione delle candidature agli Esami di Stato, da parte dei candidati interni ed esterni all’istituto. In linea generale, per la presentazione delle domande da parte dei candidati esterni sono individuate le seguenti scadenze:

– 30 novembre: termine di presentazione della domanda da parte dei candidati esterni ai Direttori Generali della Regione di residenza. I candidati esterni indicano nell’istanza di partecipazione (anche nel caso in cui trattasi di indirizzi linguistici), corredata dalla documentazione necessaria, in ordine preferenziale, almeno tre istituzioni scolastiche in cui intendono sostenere l’esame. I candidati esterni devono dichiarare nella domanda di ammissione la lingua e/o lingue straniere, eventualmente, presentate.

– 31 gennaio: termine ultimo di presentazione ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali di eventuali domande tardive, limitatamente a casi di gravi e documentati motivi. L’esame di tali istanze è rimesso alla valutazione esclusiva dei competenti Direttori Generali;

– 20 marzo: termine di presentazione della domanda al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale della Regione di residenza da parte degli alunni che cessino la frequenza delle lezioni dopo il 31 gennaio e prima del 15 marzo dell’anno scolastico in corso e intendano partecipare agli esami di Stato in qualità di candidati esterni.

Chi sono i candidati esterni, privatisti

Sono tutti coloro che non hanno avuto la possibilità di completare gli studi per cause personali, chi non ha seguito le lezioni; chi ha scelto l’istruzione parentale, chi ha frequentato scuole non paritarie, private.

Per svolgere gli esami di Maturità da esterni non è essenziale, né obbligatorio, iscriversi a una scuola privata. Si può anche studiare autonomamente o seguire ripetizioni private.

Requisiti di accesso agli esami del secondo ciclo per i candidati esterni

I requisiti di accesso sono regolamentati dall’articolo 14 del D.lgs. 62/2017:

Sono ammessi a sostenere l’esame di Stato in qualità di candidati esterni, alle condizioni previste dal presente articolo, coloro che soddisfano almeno uno di questi requisiti:

  • compiano il diciannovesimo anno di età entro l’anno solare in cui si svolge l’esame e dimostrino di aver adempiuto all’obbligo di istruzione;
  • siano in possesso del diploma di scuola secondaria di primo grado da un numero di anni almeno pari a quello della durata del corso prescelto, indipendentemente dall’età;
  • siano in possesso di titolo conseguito al termine di un corso di studio di istruzione secondaria di secondo grado di durata almeno quadriennale del previgente ordinamento o siano in possesso di diploma professionale di tecnico di cui all’articolo 15 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226;
  • abbiano cessato la frequenza dell’ultimo anno di corso prima del 15 marzo.

Fonte: orizzontescuola.it