Operatore Socio sanitario i percorsi di studio da affrontare - scuola cervantes

Operatore Socio sanitario: i percorsi di studio da affrontare

Anche a causa della pandemia da Coronavirus, i professionisti socio sanitari sono sempre più richiesti: ecco per intraprendere questo percorso.

In un momento come questo, con il continuo aumento dei casi di Coronavirus e il conseguente sovraccarico degli ospedali, anche la Regione Lazio è alla ricerca di personale medico e assistenziale; infatti, per far fronte all’emergenza Covid-19 l’Unità di Crisi Regione Lazio ha pubblicato il bando per il reclutamento straordinario di personale.

 

Operatore Socio Sanitario

L’Operatore Socio Sanitario (OSS) è una figura di supporto assistenziale che, da un lato, rappresenta un punto di riferimento per i pazienti e, dall’altro, un valido supporto per l’infermiere e per l’intera équipe. Per diventare Operatore Socio Sanitario è necessario frequentare un corso professionale riconosciuto e certificato dalla Regione e/o dalla Provincia autonoma di riferimento della durata di 1000 ore, di cui 450 ore di teoria, 100 ore di esercitazioni e 450 di tirocinio o stage; con il superamento dell’esame finale si ottiene l’attestato di qualifica valido su tutto il territorio nazionale. Inoltre, l’OSS può svolgere la sua attività sia nel settore sociale che in quello sanitario, in servizi di tipo socio-assistenziali e socio-sanitari, nelle Rsa o nelle case di cura, in ambiente ospedaliero e al domicilio degli utenti, lavorando in stretta collaborazione con gli altri membri dell’équipe preposti all’assistenza sanitaria e a quella sociale.

 

Fonte: romatoday.it

Quanto è importante un corso di sicurezza sul lavoro? Scuola Cervantes

Quanto è importante un corso di sicurezza sul lavoro?

La formazione sulla sicurezza per i lavoratori è obbligatoria. Lo precisa il decreto legislativo numero 81 del 2008 e anche l’Accordo Stato-Regioni messo a punto il 7 luglio 2016. Oltre all’imposizione prevista dalla legge, i lavoratori, hanno il diritto di essere informati su tutti i rischi che possono correre durante il compimento delle loro attività e devono essere istruiti verso l’utilizzo di apposite attrezzature.

 

Perché seguire un corso di sicurezza sul lavoro

La formazione deve essere vista come un investimento e non come un semplice costo da sostenere. Ogni lavoratore d’altronde è una vera e propria risorsa per l’azienda e per questo deve essere sempre tutelato dai rischi a cui potrebbe andare incontro. Se non viene applicata un’adeguata formazione l’impresa potrà essere soggetta a gravi conseguenze come periodi di assenza, interruzione dell’attività ed infortuni con una perdita considerevolmente in fatto di guadagno economico. Oltre a questi problemi si aggiungono poi delle sanzioni penali per il datore di lavoro.

I corsi sicurezza sul lavoro di HS Formazione sono necessari però anche per il singolo lavoratore perché lo mettono in guardia da eventuali rischi. Per evitare situazioni pericolose è importante quindi venire a conoscenza delle circostanze dannose e nel caso in cui non vengano gestite o riconosciute come tali, il dipendente può tranquillamente denunciare tale circostanza al titolare. L’obiettivo di tutti deve infatti essere quello di rendere il luogo di lavoro un posto sicuro. La formazione infine si dimostra fondamentale per aumentare la competitività dell’azienda in quanto aiuta a mantenere alto il livello di competenze. Il personale, sapendo di essere adeguatamente protetto, svolgerà al meglio il proprio lavoro, tenendo lontano ansie e preoccupazioni relative alla sicurezza.

 

Come si svolgono i corsi di sicurezza sul lavoro e chi devono sostenerli

I corsi di sicurezza sul lavoro sono obbligatori per legge non soltanto per i dipendenti ma anche per i dirigenti e i preposti. Il programma prevede nello specifico: l’apprendimento dei possibili pericoli all’interno dell’impresa, la conoscenza dei doveri e dei diritti per i singoli lavoratori e tutte le procedure necessarie per gestire al meglio le situazioni di emergenza.

I corsi si debbono tenere all’inizio del rapporto di lavoro oppure quando l’azienda acquista dei nuovi macchinari o da avvio a delle diverse procedure di lavorazione. Il modulo generale di formazioni si articola in due distinte parti: generale e specifica. Nel primo caso il corso ha una durata di quattro ore e la partecipazione rimane per l’intera vita professionale del dipendente mentre la formazione specifica comprende apposite mansioni e particolari tecniche volte alla protezione e alla prevenzione dell’individuo. La legge dispone inoltre che la formazione debba essere compresa anche dai cittadini stranieri e per loro debba essere attivata una procedura apposita.

Fonte: toscanaoggi.it

Facebook lancia il suo doposcuola contro cyberbullismo e hate speech - Scuola Cervantes

Facebook lancia il suo doposcuola contro cyberbullismo e hate speech

Parte il progetto GetDigital per fare formazione a ragazzi, genitori e insegnanti sull’uso consapevole della rete, in collaborazione con la Fondazione Carolina

 

Facebook avvia anche in Italia il progetto GetDigital, che offre lezioni e corsi rivolti a genitori, insegnanti e ragazzi per imparare a utilizzare in modo sicuro e consapevole le risorse del web. Cyberbullismo, discorsi di odio, gioco e illeciti sono i temi al centro del programma con cui Menlo Park vuole contribuire alla formazione di giovani, famiglie ed educatori. Cinque le aree coperte: basi del digitale, benessere, interazioni, emancipazione e opportunità offerte dall’online. Esperti internazionali, provenienti da istituzioni quali Unesco e le università di Harvard e Yale, hanno collaborato con Facebook alle lezioni in rete.

“Abbiamo lanciato GetDigital per creare consapevolezza e sensibilizzare, non solo i giovani, ma anche gli educatori e i genitori, sul tema della sicurezza online, visto il loro ruolo fondamentale di guida nella vita dei ragazzi”, spiega Luca Colombo, direttore generale di Facebook Italia.

In Italia il social network si avvale della collaborazione della Fondazione Carolina, creata da Paolo Picchio, il padre di Carolina, vittima di cyberbullismo che a 14 anni si è tolta la vita. La onlus ha come obiettivo quello di rendere la rete un luogo più sicuro per i giovani, perciò si è dimostrata da subito un partner naturale per l’iniziativa. Per Ivano Zoppi, segretario generale di Fondazione Carolina, GetDigital è “una prima risposta ai nuovi bisogni della comunità educante, ai quali dobbiamo rispondere con nuovi progetti, linguaggi e modalità”.

 

In rampa di lancio c’è già un ciclo di 6 webinar gratuiti, disponibili sulle pagine Facebook della Fondazione Carolina e di BinarioF dal prossimo 12 novembre con cadenza settimanale ogni giovedì dalle 18 alle 19:30. Si parte con una riflessione concreta sui frutti dell’incoscienza e di un basso livello di responsabilità: dal cyberbullismo all’omofobia, dall’hate speech al razzismo. Il 19 novembre è la volta del ki del buon internauta. Il 26 novembre si parla di sfide lanciate in rete e rischi connessi, il 3 dicembre di videogiochi e il 10 di come gestire la propria immagine intima online. Si chiude il 17 dicembre mettendo a fuoco le corresponsabilità per poter trasmettere dei veri messaggi educativi.

 

Fonte: wired.it